Keeons Calling

 

Questo blog aderisce al:

Comitato Centrale Per il Cazzeggio

Pubblicità Progresso:

Se ti va puoi scrivermi.

Reading:

Antonio Faeti:

"Il Ventre del Comunista"

Listening:

Bauhaus:

"In the Flat Field"

www.flickr.com
This is a Flickr badge showing photos in a set called pubbliche. Make your own badge here.
Han detto la loro:
utente anonimo in A proposito ...Vabb&...
utente anonimo in Nuova piattaforma pr...
Links:
Taffy on Myspace!
Il FotoVideoBlog del Chicco
Bloggers: Chicco e le donne di una volta
Bloggers: Cicilla
Bloggers: La Pitta
Free Hugs
OFFLAGA DISCO P A X
Trabant
Bloggers: Ceci
Bloggers: Citofonare Giusy
Bloggers: Peperone ripieno
Bloggers: Blixxxa
Bloggers: Cesca
Bloggers: CoCCa
Bloggers: Eowyn
Bloggers: Giornalettismo
Bloggers: La Tit
Bloggers: Medusa
Bloggers: Babysun
Bloggers: Chicco ... Saperloprima
Bloggers: Gianluca
Bloggers: Heriketta
Bloggers: La Prinzi
Bloggers: La Valanga
Bloggers: Pensieri di una donna
Bloggers: Saccheggiator Cortese
Bloggers: Gioia e Rivoluzione
Bloggers: Gloriamundi
Bloggers: Irene
Bloggers: Kaffè anarkiko
Bloggers: Lacrima di pepe
Bloggers: Lavagnetta
Bloggers: myPod
Bloggers: RadioBeba
Bloggers: Sifossifoco
Bloggers: Spleen Splòn.
Bloggers: Feowyn
Bloggers: La gatta randagia
Bloggers: mandorle
Bloggers: Marzia
Bloggers: Marzullina
Bloggers: PensieriStellari
Bloggers: Unsognoperdomani
Bloggers: Valeria!!!
Bloggers: Bloghdad
Nanni Moretti
Bloggers: Zu
Bloggers: Filippo!!
Bloggers: Alla finestra
Bloggers: Giulia!!!
Bloggers: KubaKuba
Bloggers: Locombia
Bloggers: Mauro Biani
Cinema: Tutti i Cinema di Qualità d'Europa
Fotografia: Tina Modotti
Il PhotoVideoBlog del Chicco
La Società civile: Emergency
La Società civile: I Girotondi
La Società civile: I Movimenti
La Società civile: societacivile.it
Musica: Clash
Musica: David Bowie
Musica: Depeche Mode
Musica: Morgan
Musica: Subsonica
blog archivio
oggi
marzo 2008
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
gennaio 2004
dicembre 2003
novembre 2003
ottobre 2003
settembre 2003
agosto 2003
luglio 2003
maggio 2003
counter
visitato *loading* volte


31/10/2006
 
Contaminazioni!



Stasera di nuovo, il CCPC fa festa, e come sempre sarà un mischiarsi di amici di web, e vita reale altra gente che conosce altra gente, non è una novità, ma ogni volta riesco ancora a sorprendermi di come questo coso qui davanti (il computer) sia un mezzo per comunicare e conoscersi e vedersi, toccarsi abbracciarsi, ridere ... insomma vivere!!! No vedo l'ora di vedervi bastardi!

Taffy consiglia The Beatles: "With a Little Help From My Friends"
postato da Taff 10:26 | commenti (10)


30/10/2006
 
A proposito ...
Vabbè ... 'sto fine settimana si va di post politici, una delle cose di cui sono più convinto è che la gente debba riprendersi la politica, debba finirla di aspettare che lo faccia qualcun'altro. E che tutti quelli che pensano di non essere all'altezza di parlare di politica o di fare politica dovrebbero guardarsi intorno, vedere lo scarso senso di giustizia sociale che c'è in giro e capire che loro, proprio loro, hanno più buon senso e maggior diritto di parlare di politica e fare politica. E lo diceva anche qualcuno qualche tempo fa ...

"Chi lotta piò perdere, chi non lotta ha già perso"
      
                                              Ernesto Che Guevara





Taffy consiglia Daniele Silvestri: "Cohiba"
postato da Taff 00:40 | commenti (11)


28/10/2006
 
Ridatecelo!!!
Spesso mi ritrovo a spiegare a qualcuno cosa voglia dire per me essere comunista. Molto spesso ultimamente, da quando anche chi era comunista fa finta di non esserlo stato, succube del revisionismo idiota di Berlusconi e compagni. Mi è capitato di leggere questo intervento di Enrico Berlinguer del 1982. La sua attualità è sconvolgente, e spiega bene quello che tutti noi allora intendevamo per essere comunisti in Italia. Ultimamente mi capita di ricordare, di rimpiangere personaggi che in qualche modo hanno fatto parte della mia vita ... mah speriamo che passi ma mi sa che oggettivamente lo spessore dei personaggi della politica e della cultura oggi è assai limitato. Abbiate pazienza, è lunghetto ma vale la pena di essere letto.
Ci manchi Enrico!




da http://www.geocities.com/enricoberlinguer/berlinguer/home.html

Discorso ai Giovani
Enrico Berlinguer - Milano, 1982

Bisogna riflettere su alcune caratteristiche peculiari dell'epoca in cui viviamo e pensare ai problemi che cominciano a porsi come decisivi per i prossimi due decenni fino e oltre il duemila; nel periodo cioè in cui vivranno e raggiungeranno la maturità i giovani di oggi. A questa soglia dello sviluppo storico si presentano probleni non solo del tutto nuovi, cosa che è accaduta in varie epoche del cammino dell'umanità, ma di portata tale da generare possibilità e pericoli straordinari e sin qui impensati e impensabili.

Dobbiamo innanzitutto al progresso continuo delle scienze sperimentali le possibilità davvero inaudite e straordinarie che si aprono per migliorare la vita del genere umano.

La nuova tappa della rivoluzione scientifica e tecnologica

La nuova tappa della rivoluzione scientifica e tecnologica è sotto i nostri occhi, fa già parte delle nostre esistenze e per i giovani di oggi costituisce, ormai, quasi una condizione naturale e scontata. Ma proprio perciò occorre riflettere bene intorno alle occasioni offerte dalla scienza per non smarrirne il significato e la portata, per cogliere bene quali prospettive positive possono essere aperte e quanto gravi siano, di contro, le limitazioni, le contraddizioni, i rischi generati dai vincoli sociali e politici e da un uso distorto delle scienze e delle tecniche. Mai come oggi la conoscenza della costituzione della materia inanimata e vivente è giunta sino ad individuare molti dei meccanismi più remoti del mondo fisico, dei processi chimici, degli svolgimenti biologici. La ricerca pura ha aperto il campo a progressi e a veri e propri salti di qualità nelle applicazioni tecnico-pratiche. Emergono sopra ogni altra, in questi anni, le possibilità offerte dalla elettronica - e poi dalla microelettronica - nel campo delle comunicazioni, delle informazioni, dell'organizzazione del lavoro nella fabbrica e nell'ufficio e nel campo stesso della vita individuale e della vita associata.

Nuove risorse d'energia sono state scoperte ed esse sono tali da poter annullare nel futuro l'incubo della fine delle risorse non riproducibili. Sono stati inventati modi nuovi di trarre energia da risorse riprodotte, a cominciare dall'energia solare.

Anche la disponibilità di altre materie prime e di alimenti può trovare nuove possibilità in ricerche in atto e in altre che potrebbero essere avviate per utilizzare pienamente e razionalmente le risorse del suolo, del sottosuolo, dei mari e degli spazi.

E' pienamente vero quello che è stato detto nella relazione di Fumagalli, e cioè che, vi sarebbero le condizioni, dal punto di vista delle conoscenze scientifiche e tecniche, per iniziare a passare dal regno della necessità a quello della libertà. Se volessimo davvero fare una gara sui temi di chi abbia avuto storicamente ragione, dovremmo dire che la storia ha dato proprio ragione a chi ha tenuto fede alla speranza indicata dal Manifesto dei comunisti, alla speranza - cioè - che avrebbe potuto venire un tempo in cui sarebbe stato possibile all'uomo di dominare la natura e «l'azione propria dell'uomo» invece di essere da questa sovrastato e soggiogato (Marx).

Ma non vi è soltanto il progresso tecnico-scientifico.

La storia di questo secolo

Se noi volgiamo lo sguardo alla storia di questo secolo - che conclude il secondo millennio della forma di incivilimento cui apparteniamo - scorgiamo straordinari progressi nella coscienza dei popoli e delle persone umane che li compongono. Vi è stato, innanzitutto, un risveglio da forme di soggezione secolare, di esclusione, di avvilimento della parte più grande del genere umano. Pensiamo a quello che era all'inizio del secolo la condizione dell'Asia, dell'Africa, dell'America Latina ma anche di tanta parte del proletariato e dei lavoratori nell'Europa e nell'America settentrionale, per avere l'idea del rivolgimento radicale che si è venuto attuando. Un rivolgimento peraltro, che non è stato il portato meccanico delle trasformazioni scientifiche e tecnologiche. Queste trasformazioni hanno generato condizioni nuove, ma vi sono state guerre, ci sono volute rivoluzioni, lotte, sofferenze e sacrifici inauditi per arrivare là dove siamo arrivati.

Il processo di liberazione dei popoli si è fondato sopra il risveglio delle coscienze individuali di centinaia di milioni, di miliardi di uomini. La partecipazione alla lotta non solo accende gli animi, ma li dispone alla conoscenza, rendendoli protagonisti attivi di un processo di mutazione. Non per caso la volontà dei conservatori e dei reazionari di ogni latitudine e di ogni stampo, è innanzitutto quella di tenere, o di rendere, passivi e conformisti le donne e gli uomini, ma innanzitutto le giovani generazioni.

Insieme alle conoscenze generate dalla presenza nel generale moto di innovazione e di lotta, a determinare una modificazione delle coscienze, non mai così estesa e così rapida, è venuto uno straordinario aumento della informazione che, pur dando vita anche a forme nuove e più sofisticate di manipolazione delle coscienze, ha spezzato isolamenti e chiusure talora antichissime e ha determinato per la prima volta nella storia del mondo un autentica contemporaneità degli eventi.

Ridiscussi i ruoli dell'uomo e della donna

Da tutto questo è derivata anche la possibilità di ripensare i fondamenti più profondi del nostro vivere in società, sino alla ridiscussione dei ruoli storicamente assegnati agli uomini e alle donne.

Siamo oggi, con lo svolgimento dei nuovi movimenti femminili e femministici, all'inizio - un inizio certo contrastato e pieno anche di intime contraddizioni - di un mutamento nelle coscienze delle donne destinato alle conseguenze più grandi. Non si insisterà mai abbastanza sul fatto che il ripensamento della condizione secolarmente fatta alle donne, lo sviluppo del loro movimento di liberazione e il superamento dei limiti della concezione puramente emancipatrice - che consisteva nel proporre alle donne l'imitazione del modello maschile - tutto questo porta con sé una riconsiderazione generale della società, dei modi stessi della sua trasformazione, e della politica.

Siamo dunque di fronte ad un balzo in avanti straordinariamente grande nella storia umana e al dischiudersi di potenzialità sin qui sconosciute o solo vagamente immaginate. Ma guai a non vedere che, nello stesso tempo, si aprono dinnanzi all'umanità potenzialità negative anch'esse mai prima esistite.

Il sorgere della questione ecologica

Il primo e più drammatico pericolo è costituito dalla possibilità di giungere ad una guerra di distruzione totale. Per quanto rovinose e sterminatrici siano state le guerre del passato, in particolare quelle di questo secolo, mai si era profilata la possibilità di un evento bellico tale da porre fine a ogni forma di sopravvivenza dell'uomo su questa terra.

Contemporaneamente, l'uso irragionevole delle nuove tecniche e uno sviluppo quantitativo imponente, ma incontrollato ha già determinato non solo la possibilità, ma la minaccia concreta di rovine ecologiche gravissime e irreparabili. L'allarme lanciato da alcuni tra i maggiori studiosi contemporanei avverte sull'esistenza di danni crescenti per le acque - i fiumi, i laghi, i mari - e per l'aria che respiriamo, per l'atmosfera e per la troposfera che circonda la Terra. E' già vi sono, purtroppo, i segni concreti e pratici di potenzialità distruttive inaudite in processi apparentemente innocui o protetti: qui, a pochi chilometri da Milano vi fu il caso di Seveso, dove la diossina fece deserto; altrove sono stati i difetti di centrali elettro-atomiche e in ogni parte si avvertono le conseguenze sulla natura e sugli uomini dell'inquinamento crescente.

Grava poi sulla umanità l'incubo della insufficienza delle risorse alimentari dinnanzi ad una espansione demografica senza precedenti, mentre immense risorse vengono dissennatamente dilapidate e mentre lo spreco dilaga nei Paesi ricchi. Cresce così il divario tra il Sud e il Nord del mondo: un divario intollerabile per ragioni di giustizia e foriero, se non avviato a essere superato, di esplosioni di imprevedibile portata.

La disoccupazione dato strutturale

E tuttavia anche nei paesi ricchi, anche negli Stati Uniti, la povertà, quella vecchia e quella nuova, non è stata vinta e la disoccupazione o la inoccupazione, e l'emarginazione, colpiscono una quota crescente di popolazione, innanzitutto di popolazione giovanile. Nei paesi della Comunità europea occidentale e negli Stati Uniti si sfioreranno questo anno i venti milioni di disoccupati. La inoccupazione giovanile è divenuta un fatto endemico e strutturale, con conseguenze umane gravissime: un frutto dovuto cioè non all'andamento del ciclo economico, che può solo ridurlo o aumentarlo di poco, ma alle caratteristiche di processi produttivi e di innovazioni tecnologiche guidati dalla legge del massimo profitto.

Si esercitano sulle nuove generazioni fino dalla prima adolescenza, sollecitazioni crescenti per il consumo, e in particolare per nuovi consumi individuali. Si aumenta costantemente il loro patrimonio di informazione, ma contemporaneamente non si riesce ad assicurare ai giovani un tempestivo ingresso nel mercato del lavoro. Di qui nasce una condizione che non è certo più quella, almeno nella maggior parte dei casi, dell'estrema indigenza, (com'era ancora nell'Italia che usciva dal fascismo), ma è sicuramente una condizione di frustrazione profonda, causa non certo unica, ma non ultima di tante forme di sbandamento.

Dinnanzi a minacce e pericoli non mancano e anzi sono ampie e forti le risposte positive tra le vecchie e le nuove generazioni. E tuttavia non si può mancar di vedere le forme molteplici di incattivimento di modelli di violenza, di sopraffazione, di arbitrio, sino alle forme degenerative estreme del terrorismo, della mafia, della camorra e dei regimi repressivi di massa in tanti paesi del mondo.

In difesa della democrazia

Vi è anche chi teorizza che fenomeni come quelli del dilagare crescente nel consumo della droga pesante oppure dell'estendersi della criminalità organizzata, sarebbero uno scotto inevitabile per sistemi democratici, dove sono garantite le libertà dei cittadini. Noi non lo crediamo. Noi pensiamo piuttosto che nel presentarsi di questi mali si manifesti non una inevitabile conseguenza dei sistemi democratici, ma piuttosto una loro degenerazione profonda: una degenerazione dovuta alla contraddizione sempre maggiore tra il carattere sociale della produzione e le forme della conduzione economica, tra le motivazioni egoistiche sostenute come molla della società capitalistica e il bisogno crescente di solidarietà e di reciproca comprensione umana, tra il permanere di zone vastissime di vecchia e nuova emarginazione e la sfacciata opulenza, tra le prediche moraleggianti e i pessimi esempi pratici dati proprio da molti di coloro che dovrebbero fornire il buon esempio.

Non è dunque il sistema delle libertà democratiche che determina i guasti e le contraddizioni della società in cui viviamo, ma la incapacità di saldare libertà, giustizia ed efficienza.

Per il futuro dell'umanità

Di fronte a questi problemi che caratterizzano la nostra epoca, sorgono dei quesiti urgenti. Quanti nel mondo - e come - pensano davvero a problemi di questa natura, muovendo da un'analisi oggettiva e da una visione che abbia al suo centro la preoccupazione per il futuro dell'umanità?

E che cosa si può e si deve fare perché prevalgano le alternative positive, quelle che vanno in direzione della difesa della vita e della pace e della affermazione della giustizia nei rapporti tra i popoli e all'interno delle nazioni?

Dobbiamo innanzitutto alla parte più umanamente sensibile del mondo scientifico italiano e internazionale non solo l'avvertenza dei pericoli gravi che l'umanità attraversa, ma anche i primi rilevanti tentativi di indicare ai popoli e agli Stati le possibili risposte.

Ma non sono molti nel mondo i dirigenti politici, dei Governi, dei partiti e di altri organismi sociali e politici che si sono dimostrati capaci di pensare a questi problemi in modo non troppo vincolato da puri e ristretti calcoli di Stato, di partito, di gruppo, di difesa o affermazione di ristretti interessi.

Ciò mi sembra vero particolarmente in Italia. Non c'è bisogno di ripetere per la ennesima volta che noi siamo rispettosi di tutte le forze politiche democratiche e che non vogliamo dare lezioni a nessuno: però non è possibile non avvertire in molti episodi della lotta politica interna alle forze del Governo una ristrettezza di orizzonte e, talora, un precipitare attorno a non nobili contese di interessa di parte, per le quali si infiammano gli animi e si misurano i muscoli e le cosiddette «grinte» (sulle quali ha scritto un bell'articolo il compagno De Martino).

Vi è insomma una preoccupante diminuzione del tasso di saggezza nei reggitori del nostro Paese e, per quanto si vede, nel mondo intero. Conforta, va però detto, che sta crescendo il numero di esponenti politici che cominciano a porsi e a porre alcuni dei problemi che ho ricordato in tutta la loro drammaticità. Basta pensare, per quanto riguarda il problema Nord-Sud, alle analisi e alle denuncie di Fidel Castro e di Willy Brandt.

Vi sono inoltre organismi internazionali, istituzioni e associazioni religiose (la Chiesa cattolica, le altre chiese cristiane) che hanno lanciato allarmi, rivolto moniti e in molti casi promosso iniziative.

Fra le forze che pensano ai massimi problemi cui ho accennato c'è il Partito comunista italiano. Abbiamo molti difetti, ma non quello di sfuggire all'analisi e al confronto con la realtà del mondo di oggi, di non sforzarci di comprenderla in tutta la sua portata e di non cercare di elaborare nostre proposte, di sviluppare iniziative, di stabilire contatti e intese con tutte le forze che possono e devono essere interessate a far marciare le cose nella direzione giusta.

Per un nuovo socialismo

Tutto ciò ha gettato i comunisti italiani in una impresa e in una lotta quanto mai ardua e tale da esporli a incomprensioni e polemiche, tanto da parte di correnti dogmatiche e conservatrici quanto da parte di correnti opportunistiche e di adagiamento. Impresa e lotta ardue, ma piene di fascino.

Non è cosa diversa o separabile da questa nostra ricerca la nostra iniziativa per una concezione e realtà del socialismo, quello che voi giovani comunisti avete chiamato giustamente un "socialismo nuovo".

L'esigenza di una concezione e di una strada originali non deriva unicamente dalla constatazione di insufficiente e limiti altrui (dei modelli di tipo sovietico e delle esperienze socialdemocratiche), ma anche e innanzitutto dai problemi posti dall'età che stiamo vivendo, dai processi di trasformazione materiale, dalla esistenza di contraddizioni profonde, non prima conosciute.

Noi riscopriamo proprio così l'esigenza del socialismo inteso come sforzo per una direzione consapevole e democratica dei procesi economici e sociali, fondata sulla difesa e la pienezza di tutte le libertà. Ci si risponde che il socialismo come lo pensiamo noi non esiste e che quindi si tratta di una parola vuota. Qunado iniziarono le prime rivoluzioni liberali le Costituzioni democratiche non esistevano, ma non per questo parole come Democrazia e Costituzione erano parole vuote.

Socialismo e democrazia

Se tutte le parole che esprimono nuovi bisogni per la società fossero state considerate superflue, la storia propriamente umana non sarebbe neppure cominciata. E' del resto del tutto falso che la parola socialismo non sia venuta già esprimendo valori universali, così come la parola democrazia. Nella idea socialista è compresa come essenziale la necessità di forme consapevoli di direzione del processo economico al fine di garantirne un equilibrato sviluppo e una maggiore giustizia sociale. Il fatto che molte esperienze siano state manchevoli od erronee non elimina il valore di queste esigenze. Non elimina cioè il fatto - già segnalato politicamente da Togliatti nel memoriale di Yalta - che la necessità di forme programmate di intervento pubblico nella economia non può più essere in nessuna parte del mondo negata, neppure nei sistemi capitalistici, così come non si può disconoscere il bisogno di una più ampia giustizia sociale. La discussione sarà ed è sul rapporto tra programmazione e mercato, tra spinta alla eguaglianza e bisogno di differenze: ma questa è già una discussione che implica l'idea della trasformazione sociale. Ecco perché noi non pensiamo che possa essere definito moderno chi mette in parentesi la parola socialismo oppure dichiara la santa crociata contro di essa. E' vero perfettamente il contrario: è vero cioè che l'idea socialista e comunista continua ad essere la giovinezza del mondo.

Ciò che si è venuto logorando sono molte delle esperienze concrete che dimostrano i limiti, non solo pratici, di concezioni, di posizioni maturate molto tempo fa, all'inizio del secolo. Per questo il nostro partito si sforza di ammonire contro un uso dogmatico dei maestri del pensiero, e dunque anche dei maestri del pensiero socialista.

Ciò non significa affatto sottovalutare i risultati straordinari che hanno avuto la prima predicazione socialista, e poi il passaggio dal desiderio e dal sogno di una società nuova sino allo studio scientifico, con Marx, della struttura capitalistica della società del suo tempo. E' da tutto questo che è emersa la prima rivoluzione socialista, quella dell'Ottobre russo, le cui idealità e il cui valore stanno scritti nella storia del nostro tempo. Quella prima rottura innescò un processo storico nuovo, un processo che per grande tempo fu portatore di grandi conquiste e di straordinarie conseguenze nell'aprire una fase nuova di lotte per l'emancipazione nazionale e sociale.

Una fase nuova

Oggi siamo in una fase nuova e diversa dello sviluppo della lotta per il socialismo. Non da ora, certo, i comunisti italiani hanno considerato superato il mito dei paesi di tipo sovietico, mito che pure si costruì non a caso e che aiutò altre generazioni comuniste a far fronte con onore ai propri doveri, mentre molti altri (anche se non tutti) crollavano. Tuttavia questo processo si è ora completato.

Quei modelli di società e di Stato non solo - e da tempo - li giudichiamo non trasferibili in paesi come il nostro. Si viene rivelando la necessità che anche in quei paesi siano attuate riforme economiche e politiche che invertano i processi di stagnazione e di involuzione in atto in diversi di essi, processi che non possono certo essere arrestati, con misure repressive gravi, come quelle adottate dai militari in Polonia. Noi non pensiamo che si possa giungere a realizzare e a difendere trasformazioni di tipo socialistico nelle società e negli stati senza difficoltà, senza fatiche, senza contrasti e lotte. Ma vi è solo una strada giusta per affrontare e superare ogni ostacolo: appoggiarsi sul consenso e sulla partecipazione della classe operaia, dei lavoratori e del popolo. La necessità del socialismo e di un movimento per il socialismo riprende dunque forza come espressione delle condizioni oggettive, materiali, del mondo di oggi e dei bisogni che l'uomo di oggi chiede siano soddisfatti.

Al tempo stesso questa esigenza nasce da una opzione etica.

Scegliere contro l'ingiustizia

Se non si vuole che la giustizia prevalga sull'ingiustizia, non si giunge alla scelta del socialismo, e di un socialismo nuovo. Chi si rassegna all'ingiustizia, o l'accetta, o peggio la vuole perché ne trae un vantaggio, compie altre scelte.

Questo non vuol dire, ovviamente, che solo chi sceglie l'obiettivo del socialismo può operare per la giustizia, per la pace, per la salvezza e il progresso dell'umanità. Non è così. Vi è anzi un'altra grande necessità che oggi riprende vigore: quella di un incontro e di una collaborazione tra tutte le forze che, muovendo dalle ispirazioni più diverse, sanno, vogliono, possono farsi interpreti di questi bisogni nuovi degli uomini di oggi, di un incontro e di una collaborazione che riconoscano, rispettino ed esaltino il contributo e i valori di cui ognuno è portatore, in uno sforzo incessante di reciproca comprensione e di comune arricchimento. Vi è qui l'altro dato di fondo, peculiare e insostenibile, della nostra concezione e della nostra politica.

Il problema che dobbiamo porre a noi stessi e a tutti è come si possono affrontare contraddizioni che rasentano ormai l'assurdità - tra abissi di miseria e culmini di ricchezza, tra spreco degli armamenti e bisogni elementari insoddisfatti, tra potenzialità del sapere e meschinità della conduzione politica senza porsi l'obiettivo di una trasformazione degli attuali sistemi di rapporti tra gli uomini e di una guida più razionale e più democratica dei processi economici e sociali sul piano nazionale, europeo e mondiale.

Quale lotta

Che cosa possiamo fare, come partito e come Fgci, per soddisfare queste esigenza ormai vitali per gli uomini e le donne che abitano il nostro Paese, il nostro continente e il nostro pianeta, sventando i pericoli di eventi catastrofici e di intollerabili dominazioni reazionarie? Per prima cosa bisogna avere delle idee-forza: la difesa della pace e il disarmo sono una di esse, così come lo è il "nuovo socialismo", così come lo è il nuovo ordine economico internazionale.

In secondo luogo dovremmo lavorare per prendere e dare consapevolezza piena delle contraddizioni nuove del tempo nostro. Far conoscere a tutti che cosa comporta la continuazione della corsa al riarmo, quali sarebbero le conseguenze di una guerra combattuta con le armi atomiche e nucleari. E diffondere i risultati degli studi più recenti sui problemi del rapporto tra risorse e popolazione, tra sviluppo e ambiente e così via. Non è molto che scienziati, istituzioni e anche esponenti politici hanno cominciato a studiare questi temi tipici del nostro tempo e che domineranno i prossimi due decenni.

Si è cominciato, praticamente, a parlarne all'inizio degli anni '70: prima, e acnora per tutti gli anni '60, imperava il vacuo ottimiso del progresso incessante, del benessere che si sarebbe via via diffuso a tutta la popolazione e a tutte le nazioni. Ma negli ultimi anni, nel corso dei quali la realtà ha richiamato la necessità di una visione più lucida del futuro del mondo, un notevole patrimonio di studi si è già accumulato. Esso non è però ancora sufficientemente conosciuto e discusso da grandi masse.

A questo proposito avanzo una proposta concreta da realizzare in un tempo ragionevolmente breve: organizzare, come partito e come Fgci, un Congresso di fururologia, che si svolga sulla base di relazioni e comunicazioni di scienziati e di esponenti delle più varie discipline (scienze fisiche, chimiche, biologiche, antropologiche, demografiche, militari, economiche, sociali, informatiche, mediche, ecc.); e portare poi i risultati delle informazioni, valutazioni e proposte, che saranno fatte in tale Congresso alla conoscenza e alla discussione tra i giovani.

La terza cosa da fare, la più importante, è quella di proseguire nello sforzo già in atto per sviluppare tutti quei movimenti che si fondino sulle contraddizioni aperte, indichino soluzioni possibili, suggeriscano risultati concreti lungo una via di trasformazione e contribuiscano nel tempo stesso a migliorare e arricchire noi stessi nel nostro rapporto con gli altri.

Quando il movimento operaio muoveva i primi passi oltre un secolo fa, erano le minute rivendicazioni economiche che dovevano avere il primo posto. La grande battaglia unificante, che divenne internazionale, fu per le otto ore. Se non si fosse partiti di lì non si sarebbero certo potute costruire le leghe, i sindacati, il partito politico.

Oggi quel problema si ripresenta. E torna prepotentemente di attualità, se si vuole affrontare il tema della disoccupazione nei suoi aspetti strutturali, la esigenza di una grande battaglia internazionale per la riduzione dell'orario di lavoro. E' stato giusto che questo congresso abbia levato su questo tema una richiesta anche nei confronti dei sindacati.

La qualità dello sviluppo

La piaga della disoccupazione giovanile richiede grandi iniziative anche a livello europeo e una nuova politica nazionale che tenda a modificare la collocazione italiana nella divisione internazionale del lavoro. Ma - dunque - la battaglia per il lavoro chiede anch'essa specificazioni di qualità: riguardanti il tipo di sviluppo che è necessario e utile perseguire. Quanto sarà possibile sostenere una espansione fondata essenzialmente su produzioni, come dicono gli economisti, "mature" e cioè all'avanguardia, sul lavoro sommerso, sul permanere di una dipendenza fortissima nella ricerca e nei brevetti?

Ecco il bisogno economico di misurarsi con la qualità dello sviluppo. Contemporaneamente, si tratta di un bisogno non soltanto economico. La necessità di vivere in città meno alienanti e disumane, di salvare la natura e i beni culturali, di avere una vita culturale più ricca e piena, di andare ad una scuola il cui insegnamento sia qualificato; tutto questo viene diventando necessità primaria, come erano una volta, le necessità di sussistenza.

Ecco perché il movimento ecologico, nei suoi differenziati aspetti, la volontà di impegno culturale, lo stesso desiderio di partecipazione attiva al miglioramento della scuola hanno acquistato un rilievo così grande. Si esprime anche in questo modo una coscienza critica verso la società in cui viviamo.

Ed ecco perché noi non possiamo pensare di chiamare i giovani alla politica secondo vecchi contenuti e vecchie forme. Come portare la grande maggioranza dei giovani alla consapevoleza piena della realtà e alla possibilità di affrontarla alla luce della ragione. La ideologia della fine delle ideologie è essa stessa una forma di falsa coscienza e cioè una ideologia nel senso marxianamente peggiore della parola. Vi è una pressione forte per un allontanamento di giovani dalla politica.

Giovani generazioni e politica

La prima, essenziale, semplice verità che va ricordata a tutti i giovani è che se la politica non la faranno loro, essa rimarrà appanaggio degli altri, mentre sono loro, i giovani, i quali hanno l'interesse fondamentale a costruire il proprio futuro e innanzitutto a garantire che un futuro vi sia.

Non è mai stato facile essere comunisti. L'assassinio di compagni Pio La Torre e Rosario Di Salvo sono la prova più recente che non è neppure mai finito il tempo in cui bisogna testimoniare persino con il sacrificio estremo la propria fedeltà alle grandi idee per cui tanti dei nostri compagni sono caduti. Ma vi sono oggi difficoltà anche meno aspre e più impalpabili, date dal fatto che i problemi si presentano in forma diversa e più complessa che per il passato, perché le contraddizioni medesime della società tendono ad essere non più solo quantitative ma a riguardare la qualità dello sviluppo, della vita, del modo di esser donne e uomini, del rapporto tra individuo e individuo, tra individuo e società.

Alla crisi delle vecchie forme della politica già corrisponde, se sappiamo vederlo, il nascere di forme nuove di impegno. E queste nuove forme non derivano soltanto dal fatto che molti partiti siano in crisi e altri, compreso il nostro, sentano difficoltà, ma derica dal fatto che avanzano, assieme a questioni nuove, nuove sensibilità.

Vi è, per esempio, un bisogno più grande che per il passato di veder pienamente utilizzato il proprio tempo e il proprio contributo. Non possiamo perciò rammaricarci se tanta attività dei partiti, effettivamente ripetitiva, non viene seguita. Ma vi è anche più informazione, più spirito critico, più avvertita vigilanza contro i luoghi comuni, e le frasi fatte. Ecco perché certo vecchio modo di fare politica oramai respinge nel mentre si sviluppa una spinta grande all'associazionismo, a forme nuove di aggregazione, a nuovi interessi. Nella ripresa di tante forme di associazionismo cattolico non vi è soltanto, il bisogno di certezze che una fede può dare, vi è anche un grande e attivo impegno operativo intorno a tante cause positive. Le Chiese sospingono all'impegno nella società e da ciò deriva una religiosità che non è fuga dal mondo, ma opere e fatti.

Di qui sono venuti e possono venire contributi di notevole rilievo: innanzitutto al movimento per la pace. Talora, ciò si accompagna a spinte integraliste ma, quali che ne siano le motivazioni, bisogna essere attenti alle finalità concrete che vengono perseguite e vedere quali sono i possibili obiettivi consumi. Occorre non confondere mai la necessaria lotta contro il sistema di potere democristiano - sistema di potere che, con buona pace dell'attuale segretario della Dc, continua ad essere una pesante realtà e non una invenzione dei comunisti - e la necessità di intendere la complessità delle spinte presenti nell'area cattolica.

Noi non ci lasceremo impressionare dalla campagna pretestuosa in base alla quale ogni attenzione nostra verso la realtà cattolica viene presentata come ricerca di una intesa tra Dc e Pci. Si tratta di propaganda. Al tempo della solidarietà nazionale noi fummo sempre con i compagni socialisti dapprima nell'astensionismo, poi nel breve periodo della maggioranza. Non siamo certamente noi che abiamo praticato la linea della divisione a sinistra e della intesa separata con la Dc.

Abbiamo dichiarato e ripetiamo, comunque, che quell'esperienza politica è per noi conclusa.

La nostra prospettiva è quella di un'alternativa democrativa al sistema di potere dominato dalla Dc. E' ed è in questo quadro che si colloca la nostra ricerca di uno sviluppo del rapporto unitario prima di tutto con il Psi.

Ma guai se, per timore di una propaganda malevola, noi dismettessimo la nostra attenzione verso il mondo cattolico. Proprio la piena conquista di una laicità storicamente costruita ci consente questa capacità continua di distinzione: volta a cercare di interpretare, nel campo che è proprio del partito politico, i bisogni del tempo, da chiunque essi vengono espressi. Non ci sfugge, quindi, che viene anche dal campo cattolico un bisogno di fare, di agire che corrisponde alla necessità effettiva di vedere almeno alleviati molti dei problemi assillanti di tanta parte della popolazione. E' ciò che si chiama il «volontariato». Il volontariato non è soltanto cattolico. Alle radici stesse del movimento operaio c'è il moto della solidarietà reciproca; l'originario costituirsi (prima delle leghe, prima del partito) di associazioni di mutuo aiuto, di reciproco sostegno.

In molte organizzazioni del volontariato, in ogni campo, credenti e non credenti lavorano insieme e anche quando le organizzazioni sono distinte e le aspirazioni ideali diverse, sovente le finalità di solidarietà umana comuni. E abbiamo visto proprio nei giorni scorsi, in una riunione nazionale, quante e quanto valide siano le forze nostre impegnate nelle associazioni volontarie.

Lo sviluppo nuovo e impetuoso di queste antiche e nuove forme di aggregazione ci insegna tante cose: non certo che si può fare a meno delle lotte (fra le quali oggi hanno portata decisiva quella per respingere l'offensiva della Confindustria). Né si può fare a meno dello Stato o della mano pubblica - come qualche teorico, anche di parte cattolica, suggerisce - ma certo che bisogna prendere posizione contro lo statalismo burocratico, che bisogna essere capaci di vedere le risorse autonome della società e saperle valorizzare in un dialogo continuo tra istituzioni democratiche e sollecitazioni  che vengono direttamente dalla società.

Lo sviluppo dell'associazionismo e del volontariato indica che non basta partecipare, bisogna poter contare veramente, bisogna fare, bisogna contribuire a risolvere questioni reali. «Democrazia» deve  congiungersi con efficienza e «libertà», deve divenire responsabilità e liberazione...

Milano 1982

1
Taffy consiglia Skiantos: "Fischia il Vento" (Materiale Resistente)
postato da Taff 14:06 | commenti (18)
 
E' OGGI RICORDATI!!!!!
Gino e i suoi ti dànno l'opportunità di avere un calendario bellissimo (altro che le solite anoressiche).


Taffy consiglia Litfiba: "Bambino"
postato da Taff 09:42 | commenti (4)


27/10/2006
 
Gaffes Maker



Vi è una mia amica alla quale capita spesso di uscirsene con frasi imbarazzanti .... Ovviamente tacerò il di Lei nome per il rispetto e l'amicizia che ci lega, ma alcune sono veramente fenomenali e lasciano letteralmente di sasso, quasi tutte dette ad alta voce in mezzo a parecchie persone ... ipsa dixit

"Devo ragionare a 90 gradi" (!!!!); "Ma devo sempre ingoiare tutto???" (!!!!!!!!) "Guarda praticamente ce l'ho già in mano ... (!!!!)

Amica mia, le giornate, senza di te sarebbero infinitamente più noiose!!! :-)

Taffy consiglia No Doubt: "Don't Speak"
postato da Taff 11:52 | commenti (19)


26/10/2006
 
Parità di diritti
Lo so non è elegante, nè galante, nè fa parte del manuale del bòntòn. Però a me c'è una cosa che, da maschietto mi fa incazzare. Il post scaturisce da un pranzo assieme a due amiche e la domanda conseguente è questa: perchè quando avete "quei giorni" noi dobbiamo sopportarne di ogni? Mica è giusto, voglio anch'io una settimana (quando va bene perchè c'avete il pre, il post, il pre-pre e il post-post) nella quale posso dire e fare quel cazzo che voglio con una scusa biologica. Diciamom allora che quando mi viene un attacco allergico vi mando tutte a quel paese! :-)



Cheppoi per forza sietenervose, non solo mettete delle corde al posto delle mutande, mo' pure in quei giorni ... (come da figura) :-)

Taffy consiglia Pino Daniele: "'Na Tazzulell' 'e cafe'"
postato da Taff 14:18 | commenti (119)
 
Quatti quattro.
Senza farsi notare la viola è alla quarta vittoria in fila ...



Taffy consiglia Skin: "Purple"
postato da Taff 09:22 | commenti (9)


25/10/2006
 
Riordino periodico alfabetico
Ovvero di come gli oggetti ti spalancano delle finestre sul passato ...
Riordinando i dischi infatti ...


Il valore delle cose e dei luoghi
come chiavistelli della memoria,
è enorme.
Oggi mentre rimettevo a posto i dischi
per il riordino periodico alfabetico (con quasi 1000 dischi c'è poco da ridere ...),
riprendo in mano la raccolta dei Roxy,
con la tua dedica,
quanti anni,
e quanto poco distante sei.
E la dedica in fine, è ancora valida ...
Forever Yours ...
Appunto

Taffy consiglia Roxy Music: "More than This"
postato da Taff 23:03 | commenti (8)
 
Mai mischiarsi con chi è emulsionante ...

Per i non pratici, il caffellatte è un miscuglio che riesce, acqua e olio no ... in un'emulsione uno dei due va a fondo e l'altro resta a galla ...



Per intenderci ... io resto a galla ... sempre ...

Taffy consiglia Lords of The New Church: "Russian Roulette"
postato da Taff 10:42 | commenti (8)


24/10/2006
 
Evviva la faccia!!!
Non so che posizione abbiate voi sulle droghe leggere, ma le dichiarazioni di questo parlamentare, mi piacciono. Era ora che qualcuno dicesse le cose come stanno e avesse il coraggio delle proprie azioni, bravo Giachetti (che tra l'altro mi ricorda "Io Giachetti lo boccio" di Noncirestachepiangeriana memoria).



da www.e-margherita.it

Giachetti (DL), mi piace lo spinello e a Montecitorio tanti come me

Roma, 15-10-2006

''Quando capita mi fumo una canna. Tranquillamente, senza problemi''. In una intervista a Libero, il deputato della Margherita, Roberto Giachetti, fa outing dopo il caso delle Iene che ha portato alla ribalta il consumo di droga in Parlamento. ''Non ho nessun problema ad ammetterlo, ma intendiamoci non sono un accanito fumatore. Quando capita, nelle occasioni speciali...''. L'ultima? ''Un mese fa, a una cena'', ammette Giachetti, mentre la prima, ricorda, risale agli anni del liceo durante una occupazione.

Nessun imbarazzo per il suo ruolo: ''Un parlamentare -spiega- non rappresenta lo Stato ma il popolo. Se io dovessi rappresentare tutti quelli che in Italia si fanno una canna potrei fare il presidente della Repubblica...''. Ma ''io devo essere giudicato in base alla mia moralita' e onesta'''. A Montecitorio sono in molti a fumare spinelli? ''Tanti non lo so, ma ce ne stanno di sicuro'', anche se ammette di non aver mai fumato una canna insieme a un collega parlamentare. E poi evita di fare nomi: ''Dalla mia bocca non uscira' una parola'', replica.

Taffy consiglia Manu Chao: "Me Gustas Tu"
postato da Taff 12:17 | commenti (14)


23/10/2006
 
30.000!!!
glomp(PR)!!!
No, dico ... guardo il counter ... 30.000!!!
30.000 volte qualcuno è passato di qui!!!
E' un mondo malato ...

Taffy consiglia James Brown: "I Feel Good"
postato da Taff 21:49 | commenti (8)
 
Vent'anni senza Tamburo ...
Eh si ... sono ormai vent'anni che Tamburo (Stefano Tamburini) ci ha lasciato, due anni prima del Paz, la mente, il genio grafico e il gran cazzeggiatore di Frigidaire, il Creatore di RanXerox e di Snake Agent, il compago di mille letture assieme a Spaz, Scozzari, Sparagna e Mattioli

Sito Ufficiale

Sito non Ufficiale



Taffy consiglia Devo: "Girl U Want"
postato da Taff 15:20 | commenti (3)
 
Zitti e Mutu!
La Viola arriva ... occhio alle spalle!!!



Taffy consiglia Narciso Parigi: "Oh Fiorentina"
postato da Taff 13:56 | commenti (9)


22/10/2006
 
Hamlet mode on ...



Reitero domande, cerco di dipanare la matassa dei miei sentimenti, conscio del fatto che avere dei sentimenti da dipanare è una fortuna, ultimamente è una tempesta si sensazioni, persone, posti nuovi, è fantastico ma riesco comunque a incasinarmi, dato che amo i rapporti chiari non amo le fasi intermedie e questa lo è pur con tutto il bene che mi ha fatto e che mi fa. Non mi era mai capitato prima una tale concentrazione di novità, forse l'abbattimento di certi muri mi ha portato ad aprirmi, ma sono ancora un po' spaesato, mi gira un po' la testa ...

Taffy consiglia Marlene Kuntz: "Nuotando nell'Aria" (Catartica)
postato da Taff 13:55 | commenti (18)


21/10/2006
 
Sabato 28! Mi raccomando!
Gino e i suoi ti dànno l'opportunità di avere un calendario bellissimo (altro che le solite anoressiche).


Taffy consiglia John Lennon: "Give Peace a Chance"
postato da Taff 10:46 | commenti (4)
 
Sisters and Brother


                                                                                                                                                             Sisters 06

Che sensazione splendida i sorrisi e gli sguardi delle mie "sorelle" le due compagne di strada di sempre, la vita ci separa ma i momenti assieme sono gioia pura, Non c'è bisogno di parlare, spesso, praticamente basta uno sgurado, altrettante volte in periodi di "buco" di uno o delle altre non c'è bisogno di chiamare. Ciascuno di noi sa che deve chiamare l'altro, non lo so com'è ma è cosi.


Taffy consiglia The Organ: "Brother" (Grab That Gun)
postato da Taff 00:10 | commenti (4)


20/10/2006
 
Mal ... de Pansa!!!

I partigiani contro Pansa, gli storici contro Pansa, i cittadini contro Pasa ... insomma un gran mal de Pansa!!! Che come tutti i mal de Pansa finisce ...

da "La Tribuna di Treviso

Oggi la presentazione alla libreria Massaro dell’ultimo libro del giornalista. «Niente manifestazioni clamorose ma faremo rispettare i nostri valori» Partigiani pronti a contestare Pansa Il presidente dell’Anpi, Mario Boni, attacca: «La grande bugia è la sua» CASTELFRANCO. Partigiani contro Pansa: «La grande bugia è la sua, la nostra fu una guerra di liberazione contro fascisti e tedeschi». Il giornalista sarà oggi in città per presentare il suo discusso libro «La grande bugia», che contesta la memoria diffusa della guerra di Resistenza. Esclusi gesti eclatanti: «Gli diremo che sta scrivendo bugie», dichiara Mario Boni. Provoca aspre polemiche a ogni tappa il giro di presentazioni che il giornalista de «L’Espresso», Giampaolo Pansa, sta conducendo per pubblicizzare l’uscita del suo ultimo libro «La grande bugia. Le sinistre italiane e il sangue dei vinti», edito da Sperling & Kupfer. E non poteva essere altrimenti, dato che si tratta dell’ennesimo capitolo, dopo «I figli dell’aquila», «Il sangue dei vinti» e «Sconosciuto 1945», della lotta di Pansa contro la visione della Resistenza comunemente diffusa dai libri di storia e dalla memoria popolare. «La grande bugia» riassume proprio il dibattito scatenato negli ultimi 3 anni da «Il sangue dei vinti», ribadendo l’accusa alla sinistra italiana di aver costruito sulla Resistenza un falso mito, nascondendo le vendette compiute dai partigiani sui fascisti dopo la Liberazione. Si tratta di tesi che attaccano frontalmente la storia del movimento partigiano e della guerra di liberazione e che hanno scatenato le reazioni di chi di quegli eventi è stato protagonista, da una parte e dall’altra. Contro Pansa ha preso posizione gran parte degli storici italiani, contestandogli di aver basato le sue ricerche principalmente su fonti fasciste, gonfiando i numeri a sostegno della sua tesi per motivi commerciali. Inevitabile che queste polemiche si riproponessero anche a Castelfranco, terra di tradizioni partigiane, in occasione della presentazione del libro oggi, alle 18, alla libreria Massaro. A intervenire in maniera decisa a difesa della propria storia e del movimento di liberazione è Mario Boni, partigiano nella Brigata Cesare Battisti guidata da Gino Sartor e ora presidente della sezione cittadina dell’Anpi (Associazione nazionale partigiani d’Italia). Attacca la tesi diffusa da alcuni storici e politici, secondo cui la Resistenza è stata una guerra civile tra due parti, da mettere sullo stesso piano, senza distinguere tra i fascisti alleati del nazismo e i partigiani. «Quella della guerra civile è una grossa balla - attacca Boni - C’era un regime da rovesciare, la nostra è stata una guerra di liberazione nei riguardi della dittatura fascista e degli invasori tedeschi, non una guerra civile. Non c’erano fazioni alla pari che si contrapponevano, bensì dei volontari partigiani contro un esercito». Il presidente dell’Anpi annuncia la sua presenza alla presentazione del libro, pur escludendo manifestazioni clamorose come quella avvenuta lunedì a Reggio Emilia. «Non faremo certo fesserie come quelle - spiega Boni - Ma gli diremo che quelle che sta scrivendo sono bugie. La grande bugia è la sua».
postato da Taff 15:26 | commenti (2)


19/10/2006
 
Dipendenza!



Ho una grave dipendenza dai dolcetti qui sopra. I baci di dama si sono impossessati di me!"


postato da Taff 14:46 | commenti (17)


18/10/2006
 
Giampaolo Pansa: mi fai vomitare!!!!!
Ma sono troppo incazzato per rispondere con parole mie.
Antefatto:
Pansa, e non è la prima volta ha scritto un "libro" sui presunti crimini "rossi" nell'immediato dopoguerra. Tralasciando il fatto che ci sarebbe da discutere sui modi e gli improvvisi cambi di bandiera di certi personaggi, tralasciando il fatto che uno che presenta un libro del genere a Reggio Emilia, lo fa per provocare, è sacrosanto che si becchi gli insulti di chi la storia non la dimetica! Nun te preoccupà giampipanza, noi non molliamo e non sarà un voltagabbana prezzolato come te a farci desistere.

da tgcom.it

Centri sociali contro Pansa

Scrittore contestato a Reggio Emilia

Ad un certo punto nella sala è entrato un giovane che ha scaraventato una copia de 'La grande bugia' sul tavolo, avventandosi contro Pansa e urlando: 'Lei ha scritto un libro infame per fare soldi sulle spalle della Resistenza!'. Poi sono entrati di corsa venti giovani dei centri sociali di Reggio Emilia e di Roma. Dopo aver occupato la sala, hanno srotolato striscioni rossi con le scritte 'Revisionisti assassini' e 'Ora e sempre Resistenza', cantando in coro Bella Ciao.

La risposta di Giorgio Bocca Dio ce lo preservi!!!
Da La Stampa online

IL GIORNALISTA: L'UNICA DISCUSSIONE SERIA SAREBBE CHIEDERSI COME MAI QUESTO PAESE ABBIA UN TALE RIGURGITO DI FILO-FASCISMO.

Bocca: "Ci vuole una legge come per gli armeni"

18/10/2006 di Mario Baudino



Giorgio Bocca

Erano skinheads "di sinistra" o autorevoli storici antirevisonisti travestiti all'uopo, quelli che hanno contestato Giampaolo Pansa a Reggio Emilia al grido di "Viva Giorgio Bocca"? Erano skinheads di sinistra, pare di capire. Non c'è mistero italiano, almeno su questo punto. Ma anche lettori del grande giornalista-partigiano, che sta per pubblicare (uscirà a giorni per Feltrinelli), il nuovo libro dedicato alla Resistenza nel Cuneese, al vino, agli amici e al cibo, Le mie montagne. Gli anni della neve e del fuoco. O forse, come ci dice dalla sua casa di Milano, "qualcuno che conosceva qualcun altro che magari mi conosce". ?Del resto - aggiunge Bocca - io ho scritto molti libri sulla guerra partigiana. In ogni caso non sono certo il tipo da far da bandiera. Si può facilmente immaginare una scrollata di spalle, magari uno sbuffo. Bocca non vuole entrare in polemica, soprattutto con Pansa che è diventato, negli anni, una specie di eterno antagoniosta sulla scena dei media.

"Non sono l'anti-Pansa, non mi interessa. Anzi, dirò di pù: l'unica discussione seria sarebbe chiedersi come mai questo Paese abbia un tale rigurgito di filo-fascismo. Per il resto, non c'è niente da discutere. Non c'è stata una Vandea e non c'è stata nessuna Grande Bugia". Bocca è semmai vagamente inquieto per un'altra cosa: che il suo nuovo libro venga interpretato come una risposta all'avversario. "Invece io voglio solo raccontare la guerra partigiana, che è stata l'ultima guerra risorgimentale e appartiene a un periodo ormai finito. La Patria non interessa più a nessuno, basta porre attenzione ai politici che siedono in Parlamento". E' anche amareggiato. Deluso. Arrabbiato, sembra. "Ma che razza di democrazia è questa, dove ci sono dei democratici che prendono le parti di Pansa?".

Non pensa che comunque abbia il diritto che i fatti da lui proposti, e le sue interpretazioni, vengano discusse con serenità? La risposta è in crescendo: "Sì, come quelli che negano l'Olocausto, o la strage degli armeni. Io sono d'accordo coi francesi, robe simili vanno proibite per legge. Chi contesta la Resistenza in Italia nelle sue linee generali è uno che nega la verità, la realtà. Nega l'unica guerra dove i combattenti erano dei volontari. Nega persino l'apporto della popolazione: ma come si fa. E anche il sangue dei vinti, se vogliamo essere precisi...". Non è stato sparso? Va ridimensionato. Ci sono stati molti delitti, molte uccisioni per fini personali. I delinquenti sfruttavano la situazione per ammazzare e rapinare, ma una cosa erano i delinquenti, un'altra i partigiani. Vuole un esempio? Pronti. Nel mio nuovo libro racconto come scendemmo a Busca, un piccole centro vicino a Cuneo, per attaccare la compagnia anticarri della divisione Littorio. Bene, non appena si alzarono le fiamme nella loro caserma, vidi ombre che si aggiravano: era gente del posto che grazie alla confusione cercava di razziare qualcosa, di far bottino".

Che cos'altro racconta in Le mie montagne? "I personaggi, per esempio Duccio Galimberti, per chiedermi che tipo fosse. Non era facilmente comprensibile. O Livio Bianco e i langaroli e i montanari". Magari qualcuno lo tira anche giù dal piedestallo. Fa del revisionismo? "No, faccio cronaca. Ma che tiene conto della situazione". D'accordo. Però se le capitasse in casa uno di quegli skinheads di Reggio Emilia, di cui è diventato l'eroe, come reagirebbe? "Mi metto a ridere, cosa vuole che faccia. Non è che non sia abituato a situazioni un po' così. Nel '68 all'Università di Bologna entrai in un'assemblea dove mi cantarono: "Lotta Continua non si tocca, ammazziamo Giorgio Bocca".

postato da Taff 18:45 | commenti (3)
 
Ecco l'elettore italiano medio ...
Nell'interpretazione del compagno Bebo Storti Consigliere del PDCI alla Regione Lombardia.

postato da Taff 13:57 | commenti (5)


17/10/2006
 
Consigli per gli acquisti



A mio modesto parere uno dei più bei brani dell'anno sta in questo disco:
"My Little Brother Just Discovered Rock and Roll"

Aggiornamento:
Tra le altre cose la copertina in stile Pop Art Warholiana è splendida con la sovrapposizione in stile "serigrafico" delle immagini al tratto dei cinque componenti della band. Bella!
postato da Taff 10:56 | commenti (37)


16/10/2006
 

Per la serie al peggio non c'è mai fine!!!

Il fatto che Briatore sia contro questa finanziaria mi conforta ... vuol dire che sto dalla parte giusta.
Resta comunque il fatto, gravissimo, che qualcuno pubblichi questa compilation di minchiate sparse ... Tempi duri ...



da www.unita.it

Briatore scende in campo? «In Italia evaderei le tasse, se mi annoio però...

È stizzito dall'incalzare delle domande di Lucia Annunziata, Flavio Briatore anche se non abbandona lo studio della conduttrice del programnma «In 1/2 h» su RaiTre come fece Silvio Berlusconi. Ma sogghigna di contentezza quando l'ex presidente della Rai ipotizza per lui di emulare il suo "amico" Berlusconi come suo erede politico. L'argomento della puntata, come spiega la giornalista, è quello dei nuovi ricchi. «Berlusconi, Ricucci e anche lei avete fortune recenti su cui si sono addensati dubbi di correttezza, com'è in Italia l'accumulazione originaria di capitale se non si ha una fortuna ereditaria è sempre un po' macchiata di dubbi di legalità?». La domanda è impegnativa, quasi asseverativa. La Annunziata la ripete più volte e pur non avendo risposte dirette pare che sì sia la risposta alla fine. Per Briatore o si è figli di qualcuno o quanto meno si deve evadere le tasse perchè sono troppo elevate. Lui non è residente in Italia ma se o fosse farebbe così. Quanto alla discesa nell'agone politico, anche se sostiene che la classe politica italiana è «vecchia», «povera» e non sa le lingue, non esclude nel futuro di farne parte. «Magari tra due anni se proprio la noia dovesse dominare, chissà..». Non dice se a destra o a sinistra, ma attacca la Finanziaria che «penalizza i poveri perchè colpisce i ricchi che danno loro lavoro» e cita come "padri" Luciano Benetton e Silvio Berlusconi. Oltre a omaggiare Francesco Cossiga per aver difeso la sua crociata contro la tassa del lusso in Sardegna.
postato da Taff 20:07 | commenti (11)


15/10/2006
 
Dipendenza!

E' ua forma grave, molto grave .... sono posseduto dai baci di dama!!!
postato da Taff 11:57 | commenti (2)
 
Svolgimento!



Che il CCPC fosse un covo di fancazzisti lo si sapeva, ma grandi conferme arrivano dal primo simposio. Dei 2534 iscritti, ci ritroviamo in 4: il sottoscritto, la Prinzi, il Socio e la Ste, ci salva in corner l'aperitivo con il mitologico. Parte subito l'esibizione della Prinzi: l'insulto col morto. In questo caso il morto è il sottoscritto che, durante il tragitto A PIEDI per raggiungere il mitologico, si becca una serie di vaffa, gesti dell'ombrello e vari "sei vecchio" nun scassà ecc. per non dilungarmi, dirò che tutto il simposio l'ho passato così, dìaltronde era previsto da programma, Stè non la si può insultare perchè è troppo carina, il Socio è il Socio quindi ... Libagioni e vino a volontà (soprattutto vino), il Socio ci lascia perchè lui è un atleta ... c'ha la partita ... Si continua a passiàre e bere e poi alè! All'Estragon! Ovviamente essendo la Prinzi e la Stè a Bologna 11 mesi su 12, chi è che doveva sapere la strada??? Io!!!! Chiaramente la trovo. Dopo mezz'ora di giri a vuoto telefono al socio e mi faccio venire a prendere. OFFLAGA DISCO PAX! Mitici, splendidi come al solito, sappiate solo che perfino la Prinzi non ha trovato nulla da ridire ... non so se mi spiego ... Poi dopo un paio (???) di cocktails via verso nuovi lidi, ci spostiamo al covo. Posto strano ... non ho mica capito cos'è (sarà stato l'alcool?). Fate conto una casa, nella quale in ogni stanza c'è un DJ e nessuno balla ... ma a Bologna sembra essere così ... altre bibite ... il socio va in in confusione, io pure ... ci pregano di spostarci da davanti il locale due extracomunitari gentilissimi, io, che comincio ad avere un tasso alcolico (tasso ... un allevamento di tassi) altino, decido di smaltire la piomba tenendo fede al mio nome e creo un Tafferuglio ... (sob) dopo il quale me ne torno a casa grazie a "Ponzio Pilota" (la biemmebù che guida da sola). Una serata d'eccessi, non v'è ombra di dubbio. E come sempre sono stato bene (a parte la sceneggiata ma vabbè dovevamo pur sostituire la gara di Russo selvaggio ... .
postato da Taff 11:48 | commenti (15)


11/10/2006
 
CICIPPICCI'!!!!!!!!!!!!



In regalo l'adesivo/toppa
da stampare, ritagliare, applicare!!!

Venerdì all'estragon primo raduno nazionale del Comitato Centrale Per il Cazzeggio!
Tra i membri del comitato presenti il sottoscritto, la Ceci, Blixxxa, Gianlù e la Prinzi.
Per chi vuole venire lì stiamo in occasione del Concerto degli Offlaga Disco Pax (Dio lo abbia in gloria). Il socio si esibirà nella sua specialità: rutto al fiato di Sarde in Saòr, l'ultima che sviene nottata col Socio!!! La Prinzi di esibirà nella sua specialità: l'insulto col morto (a turno un malcapitato prenderà insulti e se ne dovrà stare zitto), Russo Selvaggio (non nel senso di sovietico poco istruito, ma gara di decibel tra una ronfata e l'altra), Blixxxa curerà ovviamente il servizio d'ordine e metterà in riga chi non sta alle regole, e Ceci alla fine si prenderà cura della psiche dei reduci. Io nel frattempo ovviamente Fancazzeggio!!!
postato da Taff 21:12 | commenti (12)


10/10/2006
 
Don't touch my pocket!



Eh si ... in questi giorni  incontro persone terrorizzate dal fatto che pare che diventerà più difficile evadere le tasse, ma quando la tasca diventa la loto, le stesse persone che fino a poco tempo fa si lamentavano in maniere diverse di chi non le pagava. I leghisti davano la colpa ai "Terùni", i grandi medi piccoli imprenditori ai concorrenti che, a differenza loro, evadevano il fisco eccetera eccetera eccetera. In tutto questo bailame di voci, sussurri e grida tengo a ricordare che la stragrand
e maggioranza di noi peones dipendenti le tasse le paga, da una vita. Lo so che sto reiterando il post precedente, ma questa situazione mi fa proprio incazzare, così come mi fa incazzare vedere che il governo non difende adeguatamente le sue scelte, per una volta, sacrosante.
postato da Taff 20:29 | commenti (10)


09/10/2006
 
Su la testa!



Finalmente una finanziaria che sta con la gente, finalmente misure che vanno nella giusta direzione, ma nei media, anche quelli ora accusati di essere in mano al governo, passa un altro messaggio! Perchè? Non è che anche all'interno del centrosinistra c'è qualcuno che rema contro Prodi? Comincio a temere il ripetersi di certi inciuci del passato. Fuori le palle, rivendicate la giustezza di queste misure, che finalmente fanno pagare le tasse a chi non le ha mia pagate. (Sarò prevenuto ma D'Alema c'entra ... eccome se c'entra ...)
postato da Taff 12:27 | commenti (22)


07/10/2006
 
Istantanee e aggiornamenti ...



Ogni tanto mi va di fermare l'istante. La faccia indica sonno, quintali da recuperarne.
All'istante direi che devo organizzarmi meglio.
Mi sto buttando in troppe cose e non so se ne ho il tempo.
Le cose in cui mi sto  buttando mi piacciono un bel po'.
Faccio fatica a scegliere e a eliminare i nuovi impegni che mi si propspettano davanti.
Sono il solito idealista del cazzo.
Mi fido troppo delle persone.
Ma so anche che bosogna assaggiarla la zuppa per sapere se è buona ... alla peggio un cucchiaio di bicarbonato e passa tutto.
Va bene così.
Però avrei bisogno di una giornata da 38 ore almeno ...
Vi voglio bene bastardi fancazzisti che non siete altro.

Click digitalizzata l'istantanea.
postato da Taff 16:24 | commenti (15)
 

Continua la campagna chi ha sbagliato si faccia da parte ...


Dal Blog di Beppe Grillo un pezzo di Beppe Grillo e Stefano Benni (guarda caso uno dei miei autori preferiti )

Braccia rubate al lavoro: Massimo D'Alema

DAlema.jpg


Massimo D’Alema nasce a Gallipoli e a tre mesi già ha i baffi e sa condurre una barca a vela.
A scuola è anticonformista e spavaldo. Scommette con un amico che da lì in avanti, pur essendo di destra e facendo cose di destra, dirà di essere di sinistra e nessuno lo scoprirà.

Giovanissimo si infiltra nella Fgci, ma la prova di ammissione è preparare una molotov. Viene aiutato da un giovanotto grassottello che però gli dice che, insieme alla benzina, ci vuole il tartufo che non può mancare in nessuna casa italiana.
Il giovanotto è Vissani, che diventerà un celebre chef e con cui nascerà una grande raffinata amicizia.
Fa carriera nel partito.

Come attore partecipa al film “I soliti Ignoti e impara una massima fondamentale. I ladri piccoli vanno in galera, i grandi ladri no. Non dimenticherà mai questa lezione.

Dopo anni di attesa, finalmente la sinistra va al potere. Questo coglie impreparato D'Alema che però reagisce subito. Dopo avere ipnotizzato Bertinotti, tromba Prodi e con l'aiuto di Cossutta e Cossiga, diventa Presidente del Consiglio.

La sua politica di sinistra si concreta in alcuni atti fondamentali. Salva Berlusconi dal conflitto di interessi, entra in Borsa rassicurando gli speculatori, entra in guerra a fianco di Clinton , regala agli americani il porto di Taranto e, in entusiasmanti duetti con Vespa, spiega alla sinistra le sue priorità: il tartufo in ogni tavola, saper andare di bolina e soprattutto non avere la mentalità della sinistra catastrofista e perdente.
Subito dopo perde alle Europee in maniera catastrofica. Ha un breve momento di lucidità e si dimette.

Poi si dedica ad altre attività: compra sale Bingo e prepara la sua ricetta per la sinistra, pubblicata su Vanity Fair. E' la famosa passatina di ceci con gamberetti che non può mancare in nessuna casa degli italiani Intanto prepara il suo nuovo governo con Briatore all'economia e Vissani alla cultura.

Dimenticavamo: ha vinto la scommessa fatta a scuola, ma qualcuno comincia a sospettare. Se Prodi nonostante tutto rivincerà e lui combinerà dei casini, potrebbe anche beccarsi un vaff…ulo che non manca mai in nessuna casa degli italiani.

Frasi celebri:

“Sono un uomo dell'Ottocento, non ho orologio, uso poco il telefonino, diffido del computer”

“Silvio Berlusconi può essere riportato nell'alveo della democrazia (detta nell’86 quando nessuno nel partito sapeva cosa voleva dire alveo)”

“Non siamo la portarei degli Usa, ma se partono dalla Svezia consumano più benzina”.

Mandiamolo a lavorare.

Che lavoro gli fareste fare.

a. Qualsiasi, perché tanto sarebbe il primo
b. Cuoco in una caserma
c. Cameriere al Billionaire

Di Beppe Grillo e Stefano Benni (il Lupo).

postato da Taff 15:58 | commenti (4)


06/10/2006
 
Playlist Distorta: "A Palla!!!"
Playlist da ascoltare esclusivamente a volume alto "molto libberatoria" ... un po' dalle parti ma un po' prima, non esageriamo, delle chitarre distorte, con classe ... Perchè quanno ce vò ce vò!



1. You Shook Ma All Night Long - Ac Dc
2. You Oughta Know - Alanis Morrisette
3. Nobody's Wife - Anouk
4. Raw Power - Apollo 440
5. Hey Dude - Kula Shaker
6. Pipedown - Babyahmbles
7. Telegram Sam - Bauhaus
8. Helter Skelter - The Beatles
9. Devil's Haircut - Beck
10. Rebel Yell - Billy Idol
11. L'eretico - Bluvertigo
12. London Calling - Yhe Clash
13. Ziggy Stardus - David Bowie
14. Useless - Depeche Mode
15. Girl U Want - Devo
16. Money for Nothing - Dire Straits
17. My Sharona - The Knack
18. Spirits in the Sky - Doctor & the Medics
19. Hold Back the Rain - Duran Duran
20. Bitch - Meredith Brooks
21. Bella Ciao - Modena City Rumblers
22. Chinga tu Madre - Molotov
23. Smells Like Teen Spirit - Nirvana
24. Robespierre - Offlaga Discopax
25- Come Out and Play - Offspring
26 - Thisi Is Not A Love Song - PIL
27 - The Bitter End - Placebo
28 - Breathe - Prodigy
29 - Bulls on Parade - Rage Against the Machine
30 - Simpathy for the Devil - Rolling Stones
postato da Taff 01:46 | commenti (7)



1 2 3 4 5 6
successiva
ultima

Heracleum blog & web tools