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30/09/2004
Gare
Ci sono gare che non mi sono mai piaciute e che in televisione ieri spopolavano. Le gare a chi è più amico delle liberate, le gare a chi ha l'ipotesi più originale su quello che c'è dietro, non parliamo poi del caso Baldoni e delle gare a chi fa meno per fare chiarezza o a chi si indigna di più. Io per evitare di partecipare a queste gare cambio argomento.
Ho un raffreddore pazzesco.
27/09/2004
Zonker Friends
Sabato sera, Zonkerata sui colli euganei, bello, bello vedere tutti, ma soprattutto gli amici speciali che non vedevo da tempo, Sergio e Paola, e conoscere alcuni nuovi Dudes veramente speciali. E poi una cosa che ho sempre amato, l'autostrada di notte con lo stereo a palla.
Taff che non si rassegna alla brizzolatura.
24/09/2004
Ufficialmente brizzolato.
Accidenti, alle volte anche una semplice formalità burocratica si trasforma in occasione di riflessione. Stamane ho rinnovato la carta d'identità e la cinica addetta dell'anagrafe, alla voce capelli mi ci ha piazzato un brizzolato ... 'sta stronza ... lei ce li ha tinti e scommetto i gioielli di famiglia che sulla sua di carta d'identità c'ha sicuramente un bel "biondi"
Taff che se ne sbatte e sabato va a ballare, mentre l'addetta sicuramente se ne stà a casa a vedere Beautifull
19/09/2004
Si rivede la vecchia destra.
La lotta al terrorismo secondo Gianfranco Fini: «Mobilitiamoci contro il pacifismo, che è una caricatura della pace. Ponzio Pilato fu il primo pacifista della storia. Quello che se ne lavò le mani». Il leader di An, di fronte ai giovani del suo partito, incita alla guerra (santa?) contro i pacifisti e i centro sociali, spalleggiato dai ministri Roberto Maroni e Giuliano Urbani.
Da www.unita.it
14/09/2004
I am a Teacher, I am a Tea Cher
Si ricomincia, domani primo giorno di scuola, nuovi direttori, vice direttori, la riforma Moratti, tante belle parole di tutti "Dotti, Medici e Sapienti", e poi come al solito, noi, gli insegnanti, saremo, come sempre, da soli in prima linea.
Taffy Teacher Mode On
12/09/2004
I am a DJ, I am a Dee Jay.
Ieri notte ho fatto il mio ritorno da DJ ad una festa ... beh ... che bella cosa fare il DJ, soprattutto quando la gente salta ... e salta ... e salta
Taffy Dee Jay
10/09/2004
Ritorno all'infanzia.
Oggi, per l'inserimento in asilo del Minitaff, ho passato un paio d'ore con gli altri genitori a fare dei fiorellini col minipunteruolo, la coccoina e le forbici ...
Che figata l'infanzia!
Taff
09/09/2004
Amici.
Giusto per intenderci, Maria De Filippi non c'entra un cazzo, anzi non la reggo proprio.
Stavo pensando alle cose positive di questo periodo, e sono cose importanti, in questi ultimi mesi, giorni settimane, ho riallacciato vecchie e imporatnti amicizie (Marco, Nicola), rivisto Dudes che non vedevo da tempo e stretto con loro qualche cosa che per me è importante (Tecki, Chicco, Patti, Bolo e ... Valeria), approfondito conoscenze che stanno diventando importanti (Frengo).
Non è cosa da poco, davvero ...
Taff
08/09/2004
Cambio pagina.
E' giunta l'ora di cambiare pagina. Me lo ha fatto capire il mio amico Steve Teckila, anche se lui non lo sa.
Taff
Sismi: «La restituzione del corpo di Baldoni legato alla sorte dei due francesi»
da www.unita.it
di red
Tutto si tiene, dicono i francesi. E così secondo i Servizi segreti italiani il corpo di Enzo Baldoni, il giornalista di Diario ucciso in Iraq sarà probabilmente restituito all'Italia solo dopo che la vicenda dei due ostaggi francesi nelle mani dell'esercito islamico sarà terminata. Ne è convinto il direttore del Sismi, il servizio segreto militare, Niccolò Vollari, che è stato ascoltato per quasi 4 ore dal Comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti in un'audizione dedicata proprio al rapimento e all'uccisio di Enzo Baldoni. La vicenda di Baldoni dunque si legherebbe ancora a doppio filo a quella di Christian Chesnot e Georges Malbrunot, i due inviati di Le Figaro e Radio France International rapiti nelle stesse ore e a pochi chilometri di distanza da dove è stato attaccato il convoglio della Croce Rossa con cui viaggiava Baldoni. A rivendicare sia il rapimento e la morte di Baldoni sia la cattura dei due francesi è stato sempre il fantomatico “Esercito islamico dell’Iraq”. La stessa sigla ricomparsa lunedì per rilanciare le condizioni di riscatto dei giornalisti parigini.
Al termine dell'udienza il presidente del Copaco, Enzo Bianco, ha detto che per la restituzione del corpo del giornalista italiano «c'è una certa prudenza perché ci sono ancora due ostaggi francesi vivi, potrebbe esserci quindi delle connessioni ed è bene evitare interferenze». Nella sua lunga audizione Vollari ha dunque ricostruito la vicenda legata al rapimento e all'uccisione di Baldoni che è stato ucciso il 26 di agosto e non subito dopo il sequestro. Inoltre, la trattativa per la liberazione dell'ostaggio era in corso e c'erano buone possibilità di giungere alla liberazione di Baldoni. Poi, qualcosa è successo, qualcosa che nessuno conosce, quello che lo stesso Bianco ha definito «un buco nero» che per il momento nessuno è stato in grado di chiarire. Una cosa però è emersa abbastanza chiaramente secondo Bianco: un eccesso di organismi che hanno trattato per la liberazione di Baldoni. Per questo il presidente del Copaco convocherà al più presto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta al quale chiederà di riferire sulle «responsabilità politiche sulla trattativa per la liberazione di Baldoni».
La vicenda dei due reporter francesi intanto si sta ingarbugliando di giorno in giorno. A Parigi non si trovano conferme dell'autenticità della richiesta di un riscatto di 5 milioni
di euro entro 48 ore per la liberazione dei due. Il ministro degli Esteri francese Michel Barnier, in visita a Skopje, si è detto pronto a tornare in qualsiasi momento ad Amman per favorire la liberazione di Christian Chesnot e Georges Malbrunot e ha assicurato che ci si continuerà a muovere «con grande volontà ma anche con prudenza». La Francia smentisce nel frattempo le critiche – fatte in particolare dal quotidiano Le Monde - circa un atteggiamento poco collaborativo o addirittura ostile del governo iracheno e delle forze Usa per la liberazione degli ostaggi. Un portavoce delministero degli Esteri, Hervè Ladsous, ha dichiarato che Parigi «non ha mai dubitato» che gli Stati Uniti e Baghdad «condividono» l'obiettivo di arrivare al rilascio dei due reporter e «ha preso nota» della disponibilità espressa al riguardo dall'esecutivo iracheno.
Anche l'associazione di amicizia franco-irachena aveva accusato gli Usa di aver messo «deliberatamente a repentaglio» la vita dei due giornalisti con l'offensiva lanciata nella zona di Latifiya-Mahmudiya, a sud de Baghdad, dove era avvenuto il sequestro e dove potrebbe avvenire il rilascio. «Le forze irachene e americane non vogliono questa liberazione ma attirare la Francia nel conflitto», ha accusato Mohamed Bechari, presidente della Federazione dei musulmani di Francia, secondo il quale i bombardamenti Usa hanno reso insicura la zona e compromesso i contatti con i rapitori.
07/09/2004
Un appello per le due pacifiste italiane rapite in Iraq.
da Giodi
Ecco, una è una mia amica.
Non voglio perdere due amici in irak nel griro di 2 settimane
soprattutto non voglio fare lo stesso errore due volte, quindi perfavore
SPARGETE VOCE
ALLE ORE 19.30 SOTTO PALAZZO CHIGI
PER ESPRIMERE SOLIDARIETA' E SPINGERE IL GOVERNO A FARE QUELLO CHE NON
HA FATTO PER ENZO.
MANDATE QUESTO INVITO A TUTTI, PERFAVORE!
Giodi
04/09/2004
Una lettera di David Corona.
Una lettera di David Corona a "Il Manifesto".
segnalata da Gialdi
Oggetto: Enzo Baldoni
La notte del 4 settembre a Timor Est si accendono candele in ogni casa e piccoli falo’ nelle strade per ricordare le violenze compiute dalle milizie e dall’esercito di Jakarta dopo la pubblicazione del risultato del referendum che sanciva il rifiuto est-timorese all’annessione indonesiana. Il mio paese è stato invaso e annesso unilateralmente all’Indonesia il 7 dicembre 1975 da quel giorno si è consumata una delle tragedie più grandi del secolo appena concluso. Duecentomila morti ufficiali su una popolazione di neanche ottocentomila persone sono un dato che puo’ offrire il quadro della efferatezza con cui, lontano dai riflettori, i generali indonesiani hanno cercato di soffocare la nostra resistenza. Nel 1999 la
crisi economica che investì il sud est asiatico mise l’Indonesia in ginocchio e di fronte all’impossibilità non poter più sostenere il costo di una guerra che secondo stime ufficiali, costava al paese un milione di dollari al giorno. L’idea di indire un referendum sotto l’egida delle Nazioni Unite senza smilitarizzare il territorio e senza che nessun potere di sanzione effettiva da parte dell’ONU fosse potuta essere esercitata di fronte all’arbitrio degli occupanti, era l’ennesimo tentativo per seppellire il sogno di uno stato indipendente. Le intimidazioni dei miliziani pro-integrazione e dei militari non fermarono la volontà dei timoresi di sottrarsi al dominio indonesiano. Tornando al 4 settembre 1999, reso noto il risultato della consultazione popolare, le violenze toccarono il loro apice. Il tentativo di far reagire i guerriglieri timoresi per giustificare l’entrata in scena ufficiale dell’esercito e invalidare il successo dell’opzione indipendentista, si trasformò nella maniera di sfogare la frustrazione della sconfitta nella barbarie. Radere al suolo il paese divento’
l’obbiettivo dell’esercito indonesiano. Nulla venne risparmiato. Uomini, donne, bambini, case e perfino animali furono oggetto dalla furia devastatrice di militari e miliziani. In quel periodo, a Jakarta, era
volato Enzo Baldoni. Non gli era riuscito di arrivare a Dili, capitale di Timor Est, come putroppo è riuscito a raggiungere a Baghdad il mese scorso.
Fù testimone di giornate in cui era aperta la caccia al timorese. Nella capitale indonesiana la situazione dei timoresi era la peggiore. Nelle
isole dell’arcipelago, lontano da Timor Est, non era possibile raggiungere le zone controllate dalla guerriglia. Quanti di noi si trovavano in Indonesia e in particolare a Giava erano un potenziale e invitante bersaglio della rappresaglia. Enzo non si limitò a raccontare quello che gli stava accadendo attorno ma salvò la vita a molti miei compatrioti con le loro famiglie. Jakarta sembrava, dai nostri contatti, essergli diventata familiare. Percorreva i vicoli, le strade con il cuore in gola e in compagnia di quello che era allora era da evitare: i timoresi. Timoresi da nascondere, timoresi da soccorrere e perché no anche da incoraggiare via e-mail perché l’angoscia è davvero una brutta sensazione specie se sei solo. Il suo fiuto lo aiuto’ a capire che era in contatto con l’entourage del nostro futuro Capo di Stato. Enzo Baldoni è stato l’unico giornalista a trascorre diverse ore con Kay Rala Xanana Gusmao leader della resistenza e attuale Presidente della Repubblica, nel luogo dove si nascondeva. La
vita dei timoresi era appesa ad un filo. Era un frangente in cui un secondo valeva un giorno se non più. Entrò in sintonia con tutti utilizzando la sua allegria e la capacità di sdrammatizzare la situazione. Ricordo che mi raccontò di come cadde dalle nuvole quando il Presidente Xanana gli domando’ di Ronaldo e dell’Inter. Ronaldo chi? si chiese cercando una risposta anche se goffa mentre stava per iniziare l’intervista che avrebbe
messo in risalto l’uomo più che l’indomito leader guerrigliero. Mi accorsi che amava la vita e che amava raccontare quella di altri e soprattutto di
quelli che tutti giorni, si chiedono se vale la pena rincorrere il domani. Il prossimo 4 settembre anche se lontano dal mio paese, accendero’ una
candela per ricordare i miei morti ed un amico che ho perso per la stessa inutile e ingiustificata violenza che scaturisce dall’odio che porta ogni
guerra.
David Dias Quintas Corona
Rappresentante in Italia del Fronte di Liberazione di Timor Est.
03/09/2004
Un messaggio di Gary Trudeau
segnalato da Zepol
Garry Trudeau ha inviato questo messaggio a Linus, Il magazine Italiano per il quale Enzo ha tradotto Doonesbury per molti anni:
Enzo Baldoni, con quel tipo di passione e gioia che noi americani amiamo associare all'essere
italiani. Tale era la dimensione della sua forza vitale che lui rideva letteralmente della morte mettendo da parte con una spazzolata la preoccupazione degli amici che lo pregavano di interrompere questo suo esplorare le regioni più problematiche del mondo. Chiapas, Colombia, Timor Est, Iraq. Questo era il tipo di paesi da cui Enzo era attratto per compassione, preoccupazione e curiosità. Quando è partito per Najaf nei primi del mese, mi ha mandato la solita ariosa email, informadomi che si accingeva a qualcosa dalle buone intenzioni ma insanamente rischioso. Gli ho detto di scrivermi nuovamente non appena avesse lasciato lo spazio aereo Irakeno, mai immaginando che non sarebbe stato in grado di ingannare la morte ancora una volta. E perché no? Lui era Enzo il miracoloso. Era sempre tornato a casa prima. Io non parlo o leggo l'Italiano, quindi non sono mai stato in grado di
valutare la nostra collaborazione. Comunque, poiché sembra che io abbia lettori italiani in abbondanza, posso solo desumere che lui abbia migliorato la mia scrittura rendendola più viva e divertente. Quando ci siamo finalmente incontrati durante un viaggio in Italia nel 1991, ho potuto dire che la striscia era in buone mani -- Nessuno così espansivo e generoso di spirito come Enzo poteva fallire nel lasciare Walden un posto migliore di come l'aveva trovato. E Nessuno avrebbe potuto rappresentare le mie intenzioni con maggiore
fedeltà. Mi scriveva regolarmente per informarsi su alcune nuance che lui sentiva potessero essergli sfuggite (ma accadeva raramente).
Anche se non ci siamo visti per un po' di tempo, mi mancherà tremendamente il mio amico. I miei pensieri sono con la famiglia e i colleghi in
questo momento pieno di tristezza.
Anche questo era Enzo!
Una sua mail dopo uno dei suoi inimitabili trabocchetti telematici:
AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH!!!
Mmazza sei duro, Taffy ... ce ne hai messo prima di capire che te stavo
a pijà per culo...
Ciao, bello: buonanotte.
:-)
e.
(Se ne va caracollando verso la camera da letto, canticchiando "Anvedi
come balla Nando...")
02/09/2004
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