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28/11/2003
Mai così tanta!
Finalmente tutti potranno dire: Sono nella merda!
Grazie alla Casa delle Libertà!
È una pubblicità progresso a cura del Taff
25/11/2003
Chissà come mai ...
Le simpatiche domande di Gianfranco Fini
Vi ripropongo un quesito sentito ieri sera per radio da Caterpillar. Fini si domanda perchè nessuno si oppose alle leggi razziali decise dai fascisti ...
P E R C H È ? ?
FORSE PERCHÈ C'ERA UNA DITTATURA CHE TORTURAVA ED UCCIDEVA CHI NON ERA ALLINEATO? FINI CHE DICE È UN BUON MOTIVO???
22/11/2003
Con Sabina, contro il regime
di Paolo Flores d'Arcais e Francesco "Pancho" Pardi
Se poteva sussistere ancora qualche dubbio sulla natura del berlusconismo in quanto "Regime delle illibertà" le scorse settimane dovrebbero averlo fatto evaporare anche presso i più ottimisti e propensi al dialogo. La prima rete Rai ha infatti mandato in onda un "Porta a porta" (registrato), in cui Giuliano Ferrara ha definito l'Unità "un foglio linguisticamente e tecnicamente omicida". La terza rete Rai ha invece cancellato un programma di Sabina Guzzanti che ha riproposto due fatti (si noti bene: fatti!) risaputi da tempo, ma ignoti a chi ha nella tv la sua unica fonte di informazione: che l'Italia, in quanto a libertà giornalistico-televisiva, è al 53° posto nel mondo (dietro a Colombia e Madagascar, ci sembra), e che la pubblicità delle marche leader sui quotidiani è crollata verticalmente, mentre le inserzioni delle stesse marche sulle tv berlusconiane sono aumentate in modo vertiginoso.
Bando alle ciance, perciò: Sabina è stata censurata non tanto per i suoi pezzi di satira, ma per aver ricordato alcune modeste verità di fatto, scomodissime per un potere che si regge (sempre più zoppicante) solo sulla dispiegata menzogna. Questo regime non poteva tollerare che per altre cinque domeniche, benché in piena notte e anche solo per pochi minuti, Sabina potesse rivelare qualche piccolissima verità sui processi di Berlusconi, sulla guerra di Bush, sulle condizioni dei lavoratori e dei pensionati, e insomma sulla realtà nuda, senza propaganda berlusconiana e senza slalom da inciucio.
Sabina il suo messaggio domenica prossima lo trasmetterà comunque: alle 20,30, all'Auditorium di Roma, nella sala grande da 2700 posti, e con un megaschermo nel piazzale/cavea che ne tiene molte migliaia. In molte città italiane i girotondi e i movimenti hanno già organizzato un collegamento in contemporanea, in teatri, cinema o piazze con megaschermo. Saranno tante "piccole" (ma poi non tanto) feste di protesta, per gridare tutti insieme, da un capo all‚altro della penisola, con Sabina e i tanti colleghi che le hanno manifestato solidarietà e parteciperanno al suo spettacolo, il corale "ora basta!" di tutti i democratici alla censura e alla menzogna.
Ecco perché è importante che ciascuno si mobiliti, si faccia promotore, trascini gli amici a Roma o nelle città collegate, rompa con il suo impegno (le e-mail, le catene telefoniche, i "messaggini") il muro di silenzio che tv e stampa vogliono far calare su questa iniziativa. Non pieghiamoci alla censura, e non facciamoci lobotomizzare dall‚indifferenza. La somma dell‚impegno di ciascuno sarà infinitamente più forte del silenzio di regime di televisioni e carta stampata. I siti www.centomovimenti.it e www.igirotondi.it stanno già operando per coordinare tutte le iniziative.
Circa 150 parlamentari delle opposizioni hanno protestato contro il bavaglio videocratico che ha colpito Sabina oggi, come ieri Biagi, Luttazzi, Santoro e tanti altri. Non è questo che impressiona, però. Che un democratico trovi insopportabile la censura dovrebbe appartenere all‚universo delle cose ovvie. Colpisce, anzi angoscia, che circa 250 parlamentari delle opposizioni risultino tuttora, sull'argomento, latitanti o disattenti. Che la censura possa diventare qualcosa di ammissibile nell'orizzonte di una democrazia liberale, magari con la più lurida delle argomentazioni ipocrite, quella secondo cui la libertà di espressione, per non tralignare in libertà di offendere, esige una "licenza de' superiori": l'imprimatur, insomma.
Perché per le offese c'è il codice (penale e civile), la possibilità di denunciare per diffamazione, di querelare. Ma sarà un giudice a decidere. Pretendere di anticipare il giudizio con una censura politica è concepibile solo per una mentalità antiliberale. Tipica, non a caso, di chi vuole abrogare l'indipendenza della magistratura, oltre che mettere la mordacchia all'informazione libera. Le due cose si tengono, infatti. E sommate si chiamano REGIME.
Tutti insieme, dunque, domenica alle 20,30, all'Auditorium di Roma e in tante altre città, con Sabina e con la "Satira delle libertà".
da www.centomovimenti.it
20/11/2003
Per la serie figure di merda...
Il Cavalier Silvio Berlusconi, presidente di turno dell'UE viene smentito dall'UE ... non c'è che dire ... complimentoni!!!
Cecenia, Strasburgo "deplora" Berlusconi
STRASBURGO - In una risoluzione approvata oggi a Strasburgo l'Europarlamento ha "deplorato" le dichiarazioni fatte da Silvio Berlusconi al termine del vertice Ue-Russia di Roma. Nel documento, presentato da Ppe, Pse, Eldr, Verdi e Comunisti, l'assemblea Ue ha "deplorato le dichiarazioni fatte dal presidente in carica del consiglio Ue alla fine del vertice Ue-Russia, nelle quali ha espresso il proprio sostegno alla posizione del governo russo per quanto concerne la situazione dei diritti dell'uomo in Cecenia e della democrazia nella Federazione russa" (concetto contenuto nell'articolo 13). Nella risoluzione si specifica che tale conflitto "non può essere considerato unicamente come un elemento della lotta contro il terrorismo". Ieri il capogruppo di Forza Italia, Antonio Tajani aveva annunciato che la delegazione di Forza Italia avrebbe votato contro il paragrafo 13 e nel caso in cui fosse passato si sarebbe astenuta sul voto finale della risoluzione, come è avvenuto. Nel sottolineare che il richiamo è "sancito non dalla sinistra ma da uno schieramento molto vasto che comprende perfino il Ppe", il coordinatore dei ds Vannino Chiti usa l'ironia nel commentare il richiamo partito dal parlamento europeo all'indirizzo di silvio Berlusconi: "Non so se questo richiamo riuscirà a far riflettere il nostro premier ma almeno gli impedirà di ripetere di essere stato vittima di un complotto comunista"
da www.repubblica.it
Ho voglia di un viaggio
Stasera avrei voglia di un viaggio in compagnia, in maccchina senza meta, direi una strada costiera e un album dei Church da ascoltare ... e guardare fuori dal finestrino, le luci gli autogrill e poi l'alba, la natura, la fabbriche e uscire per una strada di campagna e ...
18/11/2003
Senza parole ...
Già ...
da www.ilmanifesto.it
16/11/2003
Esiste un solo modo per rispettare queste morti: il ritiro delle truppe!
Andatelo a dire a chi ha perso i propri affetti che è una guerra giusta!
Perchè la violenza, genera violenza, e la pace non si porta con le armi.
12/11/2003
CONTA SU DI NOI!
Non ti tornano i conti? G H E P E N S I M I ! ! !
Facile no?
09/11/2003
W LA GUERRA IN CECENIA!!!
Basta co' 'sto pacifismo ipocrita!
Noi della Casa delle Libertà siamo contro la pace!
È una pubblicità progresso a cura del Taff
08/11/2003
Luigi Bolognini
"Gli eroi son tutti giovani e belli"

Oltretutto scritto da un amico che stimo moltissimo, (anche se lui giustamente si chiede se sia un bene avermi come amico) ... per le pulzelle avrei messo la foto ... ma lui non vuole ...
Per acquistare online:
Edizioni Limina
Gli eroi son tutti giovani e belli. Venti ritratti di sport in bianco e nero: storie di sportivi degli scorsi decenni, ancora famosi, come Osvaldo Bagnoli, Fausto Gardini, e Mabel Bocchi, oppure ingoiati dalle gazzette come Ottavio Bugatti, Ennio Preatoni e Savino Guglielmetti.
Storie come quella di Ottavio Missoni, che prima di filare la lana filava sulle piste di atletica, di Bruno Bacchetta, che annullò Puskas perché si trovò davanti alla porta giusta, e di Giampiero Branduardi che a ogni voto per Gronchi segnava un gol.
Come ci ricorda Gianni Mura nella prefazione «c’è stato un tempo (e lo si ritrova, lo si respira in queste pagine) in cui la dignità dello sport e dello sportivo erano tutelate da una forma di rispetto della fruizione, orrenda parola, ma spesso la dignità era garantita dall’assenza della tv, non ancora inventata. Molti degli atleti che si raccontano hanno avuto carriere lunghe, molti hanno faticato a far quadrare l’attività sportiva di vertice e conto in banca. Tutti si sono mossi senza procuratori, senza manager, senza fare pubblicità, senza telefonini, senza Epo e senza Gh. Sembra impossibile, ma è vero. La dignità dello sportivo, bisogna aggiungere, la tutelavano da sé, per primi, in prima persona».
07/11/2003
CASO ANDREOTTI, ORLANDO ATTACCA!
«C'era un sistema di potere politico-mafioso che tanti guasti ha prodotto nel nostro Paese, del quale considero il senatore Giulio Andreotti politicamente responsabile». Lo ha detto Leoluca Orlando in un'intervista televisiva.
L'ex sindaco di Palermo ha dichiarato che dal '93 non ha mai commentato la vicenda giudiziaria in cui è stato coinvolto Andreotti, però rivendica «il diritto di esprimere un giudizio politico sull'azione svolta da Andreotti, e più complessivamente su quella svolta dalla Democrazia Cristiana: un'azione carica di elementi positivi per la vita del nostro Paese - ha sottolineato Orlando - ma che si è accompagnata ad un inaccettabile rapporto di tutela, protezione e accettazione di un sistema di potere nel quale stavano insieme mafiosi, politici, uomini d'affari, società civile e uomini di chiesa. In questo sistema di potere politico-mafioso certamente il senatore Andreotti era, la storia non può essere cancellata, un riferimento fondamentale».
«La mafia - ha aggiunto Orlando - si è infiltrata dentro la politica, e in primo luogo dentro la Dc che era il partito più importante della Sicilia. La mafia aveva bisogno del rapporto con chi governava: l'onorevole Salvo Lima - ha concluso Orlando - era oggettivamente il riferimento di un sistema di potere politico-mafioso che a livello nazionale aveva come riferimento il senatore Giulio Andreotti».
«Non ho mai commentato le sentenze giudiziarie - ha affermato Orlando - nè quelle di condanna nè quelle di assoluzione. Ho avuto modo di esprimere più volte, in passato e di recente, il mio giudizio politico sul ruolo politico e culturale che Giulio Andreotti ha svolto in Italia e in Sicilia. Il mio era e rimane un giudizio negativo per quello che, sotto molti aspetti, è stato un ruolo devastante».
«E' ovvio che con questo - ha aggiunto - non ho voluto e non avrei potuto fare alcun attacco o esprimere alcun giudizio ad una intera classe politica nè tantomeno su un partito, la Democrazia Cristiana, che ha espresso ed è stata guidata anche da uomini come Piersanti Mattarella, che per il loro impegno contro la mafia e la cultura mafiosa hanno pagato con la vita».
«L'alleanza a Palermo tra la Rete, partito scomparso e ricettacolo di voti mafiosi, e il Partito Comunista e la loro convergenza con le politiche mafiose è drammatica». Lo ha detto Paolo Cirino Pomicino rispondendo alla richiesta di commentare l'intervista rilasciata da Leoluca Orlando. «Orlando del resto - ha aggiunto Cirino Pomicino - è stato il nemico numero uno di Giovanni Falcone».
da www.lasicilia.it
05/11/2003
Nanni Moretti: imparate dirigentucoli della sinistra ...
Avete solo da imparare dal Nanni ...
Caro direttore, veramente molto unitaria questa lista dell'Ulivo per le elezioni europee! Tre partiti dentro e quattro fuori. Non mi sembra che rispetti l'appello di Prodi. Anche l'elettorato di centrosinistra esprime una richiesta semplice e precisa: stare tutti insieme, intorno a un programma capace di individuare temi forti e condivisibili. È necessario unirsi su valori che contraddistinguono il centrosinistra: legalità internazionale, pace, difesa dello stato sociale, tutela dell'ambiente, difesa del pluralismo dell'informazione.I partiti dell´Ulivo hanno presto rinunciato a costruire il massimo di unità possibile: mentre alcuni si sono chiamati fuori, altri hanno fatto una scelta nella quale è sempre più difficile riconoscere la proposta iniziale. Una lista composta da soli tre partiti (Ds, Margherita, Sdi) rischia di ottenere risultati tutt´altro che unitari e questa divisione iniziale può innescare una vera e propria esplosione centrifuga del centrosinistra, creandone due parodie: la versione "riformista" e la versione "radicale", entrambe con poca voglia di parlarsi e di vincere. Milioni di elettrici ed elettori si sentirebbero così ancora una volta ostaggio di una decina di dirigenti, della loro mancanza di generosità e di lungimiranza politica. Lasciare una parte del proprio elettorato senza rappresentanza è una responsabilità grave: accresce i rischi di astensione, riducendo la possibilità di successo. Penso che una via d´uscita, finché si è in tempo, sia quella di riprendere la proposta di Prodi ripartendo dal cammino interrotto nel ´96: una federazione di partiti, aperta alla società, che parta dal programma e che riesca a trovare un´intesa con Rifondazione comunista. Questa formula si è già dimostrata vincente pochi mesi fa nelle elezioni amministrative, e allora perché non realizzarla anche per le europee? Una coalizione forte e credibile deve, con personalità e autorevolezza, attrarre e persuadere, non porre barriere ancora prima di aver cominciato il proprio cammino. Accettare il veto dei socialisti dello Sdi sulla partecipazione di Antonio Di Pietro significa senz´altro dividere, non unire. Non è questo il messaggio che l´elettorato di centrosinistra ha cercato di comunicare negli ultimi due anni ai propri partiti. Non è questo il messaggio positivo che c´era nella proposta di Prodi. O forse avevo capito male?.
Nanni Moretti
© La Repubblica, pagina 14 del 5/11/2003
NO AL TERRORISMO E ALLA VIOLENZA!!!
Non ci può essere democrazia che accetti modi diversi di rapportarsi se non quelli della dialettica e del dialogo!
Ai signori che pensano di risolvere qualche cosa con le bombe e gli omicidi, non si può che rispondere affermando il principio della non violenza e del rispetto reciproco.
03/11/2003
Ma cosa avranno da indignarsi?!?!
... sento per radio un coro unanime da destra a sinistra, tranne Bertinotti, indignarsi al risultato di un sondaggio scandaloso: Israele sarebbe considerato dagli abitanti dell'Europa un paese che causa rischio guerre. ...
M A C A Z Z O ! ! !
E V O R R E I A N C H E V E D E R E ! ! !
Ecchedevefà uno stato allora per essere considerato guerrafondaio ????
Non è giusto, non è giusto che a 50 anni di distanza usino l'Olocausto come
giustificazione alle loro malefatte.
E' possibile che gli intellettuali ebrei in Italia, non si levino in piedi
per mandare affanculo una serie di governi che sta portando il medio oriente al macello???
01/11/2003
Ma davvero c'è qualcuno che crede che Andreotti non abbia nulla a che fare con la mafia???.
Beh io non ci credo! Io credo che qualcuno farebbe bene a vergognarsi di cavalvare una sentenza del genere, che un conto è l'assoluzione per l'omicidio Pecorelli, un conto è dire che non v'è stata collusione tra la DC di Andreotti e compagnia cantante e la mafia. Ma davvero vogliamo credere che la DC vincesse regolarmente le elezioni in Sicilia senza l'assenso della Mafia? Ma davvero c'è qualcuno che crede che il giudice Carnevale che assolveva tutti i mafiosi in cassazione non fosse culo e camicia con una parte della DC? Chiedo rispetto, non ci provate a prenderci per i fondelli!
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